La prova costume

In questi mesi di lockdown (caro lettore, non sto a tornare sull’argomento, già ampiamente trattato in queste pagine), molteplici sono state le attività che hanno coinvolto gli italiani chiusi in casa per motivi di sicurezza.

Personalmente, ho abbandonato per un po’ le pubblicazioni su questo blog, perché nelle pause pranzo e appena finito di svolgere le mie sessioni di “smartworking” (più working che smart) ho dedicato tutto il mio tempo libero alla famiglia e alla stesura di due libri, uno sul calcio e uno sui buchi neri, che sono due argomenti con molti punti in comune (sono ironico, ovviamente, tranne che nel caso dei rigori dati alla Lazio).

Adesso che si tornerà (forse) a lavorare in ufficio, le pause pranzo saranno di nuovo dedicate alla realizzazione di articoli, anche se la stesura dei libri continua, quindi con meno articoli rispetto al passato.

Uno degli argomenti che va per la maggiore tutti gli anni, prima dell’estate, è la “prova costume”, che comporta, nella stragrande maggioranza di quelli che la fanno, inizio di diete, rinunce e FAME.

Pur di apparire in forma smagliante, l’italiano medio, che per tutto l’inverno solitamente si abboffa senza ritegno, a maggio inizia ad essere più salutista di Phoebe, interpretata da Lisa Kudrow, vegetariana convinta nella serie tv Friends.

Negli ultimi anni, poi, da quando internet è diventato una delle principali fonti di informazione, sono nate diverse mode in ambito alimentare, promosse spesso dalle celebrità sui loro blog o profili social.

Per non parlare delle mode legati agli integratori, beveroni miracolosi che ci nutrono (nella teoria di chi ce li propina) dandoci solo sostanze realmente necessarie e, a volte, eliminando quelle dannose!

Non sempre però quello che si legge è vero; un esempio per tutti: il sale rosa dell’Himalaya, che dovrebbe avere poteri particolari.

Risposta? Nessun potere, perché il sale rosa è semplicemente sale: poco importa se i grani siano bianchi, azzurri o rosa o se il costo sia molto diverso. Tutti i sali in commercio contengono quasi esclusivamente cloruro di sodio (unica eccezione il sale di potassio, consigliato nei regimi alimentari a basso tenore di sodio).

La domanda sorge spontanea, come direbbe il buon Antonio Lubrano: ma se davvero questi integratori fossero miracolosi, perché non renderli obbligatori al posto delle schifezze che mangiamo normalmente?

La maggiore motivazione del successo di certe ricette “miracolose” sono legate a due fattori: l’ignoranza quasi totale della gente su come funziona l’assunzione del cibo (ed il relativo processo, meglio noto come “digestione”) e la complessità del processo stesso.

La digestione, che avviene nella cavità orale (bocca), nello stomaco e nella prima parte dell’intestino, è un processo fisiologico posto in essere tramite una serie di trasformazioni chimico-fisiche, attraverso le quali l’organismo muta gli alimenti in sostanze adatte ad essere assorbite ed assimilate dal corpo.

Io mangio una cosa, e quella mi fornisce quello di cui ho bisogno. Fosse così, sarebbe semplice, ma poiché le trasformazioni chimiche che avvengono nel corpo umano sono tali e tante da giustificare interi corsi universitari, non è proprio così facile.

Ultimamente un amico mi ha chiesto cosa ne sapessi di chetoni e di chetosi, e poi mi ha fatto vedere un filmato in cui si pubblicizza (alla fine) una bevanda energetica a base di chetoni, spiegando (all’inizio) il principio secondo il quale quella bevanda sarebbe la soluzione di tutti i mali dell’alimentazione moderna.

Prima di parlare di queste cose, dobbiamo capire di cosa stiamo parlando.

Quando noi assumiamo carboidrati (che non sono solo pasta e pane, come vedremo) sappiamo che la tendenza è quella di ingrassare.

Nel filmato che mi ha fatto vedere il mio amico, viene fatto un esempio: i carboidrati sono paragonati a dei ramoscelli, le proteine a dei ciocchi di legno e i grassi alla carbonella.

Se noi dobbiamo appiccare il fuoco, dice il filmato, con i ramoscelli ci riusciamo subito, ma durano poco, i ciocchi sono più difficili da ardere, ma durano di più, e la carbonella è quella che ci dà più calore in assoluto, con la resa migliore, insomma.

Peccato che il corpo umano non sia un campeggio in cui accendere un fuoco, ma una cosa un pochino più complessa.

I carboidrati, chiamati anche glucidi, sono fondamentali per il nostro organismo perché costituiscono la principale fonte di energia.

Per questo motivo, all’interno di una dieta bilanciata e sana dovrebbero essere sempre presenti, insieme alle proteine e ai grassi che sono gli altri due macronutrienti essenziali.

Parlare di carboidrati però non è proprio semplice: ne esistono infatti di diversi tipi e mentre alcuni sono poco utili al nostro organismo, altri invece sono importantissimi.

Senza addentrarmi troppo (come funzionano i carboidrati è noto, basta studiare, e non vi voglio annoiare), cerchiamo di capire cosa accade nel corpo umano quando li assumiamo.

Dal punto di vista chimico, i carboidrati sono composti chimici organici formati da atomi di carbonio, ossigeno e idrogeno.

Il vantaggio dell’assunzione dei carboidrati, soprattutto sotto forma di pasta, è che danno una “botta” di energia immediata, e per quello sono consigliati agli sportivi prima di una performance.

Ma i carboidrati non fanno solo quello: partecipano alla formazione delle strutture nervose e degli acidi nucleici e vengono usati dalle cellule per la produzione di energia.

Quando tutte le funzioni sono state compiute, i carboidrati in eccesso vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno (molecola che al momento del bisogno viene distrutta per produrre glucosio e quindi energia “di scorta”, diciamo).

Quando, infine, le scorte di glicogeno sono sature, allora i carboidrati vengono trasformate in grassi che vanno a depositarsi nelle “maniglie dell’amore”, ahimè.

In mancanza di assunzione di carboidrati, il corpo deve comunque avere una fonte di energia, ed è lì che entrano in gioco i nostri chetoni.

Quando non assumiamo glucidi, il fegato produce tre composti chimici, l’acido acetoacetico, il D-β-idrossibutirrato deidrogenasi (per quello che in chimica avevo voti bassi, non perché non la capissi, ma perché non ricordavo questi nomi strani) e l’acetone.

Nei mammiferi, questi tre elementi vengono rilasciati nel flusso sanguigno per essere utilizzati come fonte di energia nei periodi di digiuno.

In pratica: poiché il metabolismo ha una carenza di grassi, che quindi non partecipano alla formazione di glucosio, che normalmente alimenterebbe le cellule, i chetoni suppliscono a questa carenza.

Un cugino di mia madre, noto per la propria magrezza, diceva sempre, quando gli chiedevano quale fosse il trucco per una linea così asciutta: “non mangio”. Ma così, dopo un po’, ne risente anche l’energia spendibile.

I chetoni (quelli prodotti dal fegato), per un certo periodo di tempo, suppliscono dunque alla mancanza di energia.

I chetoni però, purtroppo, vengono prodotti anche nel diabete mellito di tipo 1, ed un eccesso può indurre al coma (detto “coma chetonico”) o addirittura alla morte.

Un eccesso di chetoni in una persona non affetta da diabete non dovrebbe essere un problema, ma cosa può accadere se noi i chetoni li introduciamo a forza nell’organismo con le bevande di cui sopra?

Quello che sappiamo sicuramente è che il corpo umano è una macchina che rasenta la perfezione, grazie ad un’evoluzione millenaria. E che si adatta.

L’incremento di chetoni, assunti per vie “terze”, potrebbe far diminuire l’impiego dei grassi che farebbe aumentare la produzione di chetoni endogeni, dando quindi vita ad un processo chiamato “reazione a catena”.

Quei chetoni che si assumono con le bevande vengono pubblicizzati come se facessero l’esatto opposto, cioè come se bruciassero i grassi in eccesso e quindi come se facessero dimagrire senza perderne dal punto di vista energetico.

Io ritengo che gli studi sull’eccesso di chetoni nell’organismo non siano ancora chiari sugli effetti, o meglio, se l’effetto delle diete a base di chetoni siano conseguenza dei chetoni circolanti o di quella reazione a catena di cui parlavo sopra, che può essere molto pericolosa.

Anche perché, come ho detto qualche riga più su, un eccesso di chetoni può indurre alla chetosi, con quel che ne consegue (come nei diabetici).

Le diete, siano esse a base di prodotti, di beveroni, di alimentazioni sbilanciate, o di fame, come faceva quel cugino, comportano un effetto contrario a quello voluto.

Bassi livelli di glicogeno nel fegato riducono il processo metabolico che porta alla produzione di calore da parte dell’organismo, soprattutto nel tessuto adiposo e muscolare.

Poiché il peso corporeo è determinato dal bilanciamento fra calorie introdotte con gli alimenti e quelle bruciate con l’attività fisica e con i vari processi metabolici quali digestione, respirazione, e così via, stimolando la termogenesi (il processo metabolico di cui sopra) si può ottenere un certo controllo del peso corporeo.

Ma se la termogenesi si riduce, si ottiene l’effetto opposto. Si dimagrirà, ma per mancanza di nutritivi adeguati.

E non si otterranno i risultati sperati, dopo aver buttato tempo e soldi dalla finestra.

L’unico modo per ridurre il peso è un giusto mix tra quello che si assume e quello che si brucia.

Se fate una vita sedentaria, non avete bisogno di mangiare come mangiavano i nostri nonni, che andavano nei campi a zappare la terra. Ma di mangiare, possibilmente, sano e nella quantità giusta.

P.S.: non sto dicendo che i beveroni siano una fregatura in termini assoluti, sto solo affermando che non è detto (anzi, è quasi certo il contrario) che, a lungo termine, portino vantaggi, sia che siano dei sostitutivi del pasto, sia che siano delle bevande energetiche.

Inoltre, ritengo che non ci siano studi sufficienti (tranne qualche nome di scienziato che viene citato qua e là, come un tale Kenneth M. Ford, della NASA): la scienza, dovremmo averlo imparato durante il lockdown, non funziona così.

Quando Wanna Marchi vendeva acqua di rubinetto spacciandola per rimedio di tutti i mali, avrebbe dovuto dimostrarlo, e se non lo ha fatto, è per quello che è finita in galera.

Ad oggi studi che dimostrino l’efficacia dei chetoni esogeni non ce ne sono. E, secondo me, mai ce ne saranno.

P.P.S.: Se guardate le confezioni degli integratori, scoprirete che il più delle volte non sono registrati al Ministero della Salute, e che le società che li producono non hanno sede legale in Italia. Vi fa pensare a nulla?

P.P.P.S.: Il lockdown mi ha reso molto poco tollerante, quindi chi non concordasse con me, può andare tranquillamente a quel paese. Quello che ho scritto in questo articolo, al netto di qualche lieve imprecisione (non studio chimica da anni, potrei aver saltato qualche processo), accetto che sia confutato solo da CHI HA UNA LAUREA IN CHIMICA, IN BIOLOGIA O, MEGLIO, IN TUTTE E DUE.

2 pensieri riguardo “La prova costume

  1. Molto dipende poi dal metabolismo.
    A parità di nutrienti ingeriti, non tutti i fisici rispondono allo stesso modo.
    Alex, il mio collega 55 enne, mangia schifezze tutto il giorno (patatine, merendine, nutelline, cioccolatine) eppure non solo è magro perfetto, ma ho visto di recente i suoi esami del sangue (me li ha mostrati lui) e sono perfetti senza stelline. Vedi tu.

    Lascia perdere il P.P.P.S., suvvia. Passa sopra.

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