Perché i negazionisti sono dalla parte del torto

Quello che scrivo in questo articolo, lo scriverò una volta sola, perché nel periodo del lockdown ho praticamente scritto un articolo ogni due giorni, spiegando cosa sono i virus, cos’è questo virus, e tutto quello che accadeva, trasformando giorno dopo giorno la nostra vita.

Purtroppo, devo dire che molte delle previsioni da me fatte si sono avverate.

No, non sono parente del Mago Otelma. Ho solo letto i numeri.

Non voglio autoincensarmi, ma per chi avesse voglia, basta andarsi a rileggere gli articoli del periodo marzo-maggio.

Torniamo a noi. Dicevo che scriverò una sola volta sull’argomento, perché sono preso da altro e, personalmente, parlare solo di Covid mi deprime. E in questo periodo non ho voglia di deprimermi.

In primis, non mi piace il termine “negazionista”, riferito a chi nega l’esistenza del Covid-19 e della SARS-CoV-2.

Il negazionismo è una corrente del revisionismo che consiste in un atteggiamento storico politico che, utilizzando la modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.

Quando si parla di storia, avere delle fonti disponibili e certe è difficile, e a volte i revisionisti riescono ad attrarre con le loro teorie chi è un po’ più sprovveduto.

Ad esempio, su uno dei più diffusi, quello relativo ai crimini nazisti e all’Olocausto, ci sono personaggi che ci hanno costruito intere carriere.

Arrivando a negare l’esistenza di documenti, come fece un professore ordinario italiano, che affermò durante una lezione:

“non c’è alcun documento di Hitler che dicesse di sterminare tutti gli ebrei”.

Vabbè, non vado oltre. Chi ha voglia di approfondire, legga questo.

Ora, accostare dei deficienti (e poi vi spiegherò perché) a quelli che negano le nefandezze della Seconda guerra mondiale, mi pare un po’ forzato.

Quelli che negano il coronavirus, stanno attaccando l’uso obbligatorio della mascherina, perché “è un bavaglio”, o perché “fa ammalare”, facendoci respirare anidride carbonica e mandandoci in ipossia o in acidosi.

Per la cronaca, l’ipossia è la diminuzione dell’ossigeno nel sangue e l’acidosi è la diminuzione del PH naturale del sangue (che no, non provoca il cancro).

Ora, non nominerò neanche uno di quei cosiddetti che stanno cavalcando quest’onda per accrescere la propria popolarità.

Il problema è che questi stanno facendo proselitismo anche tra i politici, e i politici hanno nelle mani il destino del Paese.

E quindi anche il nostro.

Perché dico che sono dei cretini? Semplice, perché lo sono.

Certo, la mascherina può dare fastidio: si appannano gli occhiali, fa caldo, ci sudiamo dentro. Io, poi, che ho la barba, la devo accorciare più spesso del solito.

Ma non fa male, checché ne dicano alcuni sedicenti studiosi e giornalisti.

Sapete, è vero che espirando emettiamo anidride carbonica. Ma è anche vero che le mascherine non la trattengono. Non lo dico io, ma il Presidente della Società Italiana di Chirurgia, Paolo De Paolis:

“Noi chirurghi indossiamo la mascherina ogni giorno, in sala operatoria è necessaria per tutelare il paziente che si sottopone all’intervento. Oggi le mascherine chirurgiche possono diventare il più formidabile strumento contro la pandemia in corso, contro la diffusione del contagio. Le mascherine devono essere usate da tutti. Se le utilizziamo moltiplichiamo l’efficacia del distanziamento sociale e riduciamo quindi i tempi di questo terribile momento”.

Andatevelo a leggere qui.

Siamo sempre lì. Ci vogliamo fidare più di un medico o di un laureato all’università della vita?

Ma anche supponendo che la mascherina non sia il massimo, quello che questi cretini dichiarano è che

“Il governo sta illegittimamente limitando le libertà personali e i diritti inalienabili dei cittadini.”

O ancora, in un crescendo di stupidaggini:

“…la pandemia è stata pianificata, tutto per “cinesizzare” il mondo, tapparci la bocca.”

Ripeto, non è un problema. Ognuno è libero di dire quello che vuole, siamo in democrazia. Così come democraticamente vi dico che siete dei cretini.

Siete dei cretini perché non avete capito qual è il problema del Covid-19.

Il vero problema non è la mortalità, perché, andando a leggere i numeri, non è l’epidemia con mortalità più alta nella storia.

E se avete meno di quarant’anni, il rischio che moriate è veramente bassa.

Il vero problema è che questa è un “infezione polmonare virale” ad alta contagiosità, che nei soggetti particolarmente immunodepressi necessita di cure specifiche.

Leggiamo bene i termini.

Virale, vabbè, è un virus, almeno questo lo abbiamo capito.

Polmonare, anche questo è indubbio (certo, sicuro, chiaro, evidente, per gli amanti dei sinonimi).

Infezione, anche questo penso sia chiaro, anche se non tutti i meccanismi di trasmissione si conoscono. Le goccioline della saliva, ok, le superfici infette, va bene, ma ancora, a mio parere, non si conoscono tutti i meccanismi di contagio.

Proprio questo fattore, ed il fatto che sia ad alta contagiosità, ci deve far tenere alta l’attenzione.

Il problema, cari i miei cretinetti, è che se il virus si diffonde di nuovo come a marzo, le terapie intensive si riempiono di nuovo.

E si rischia di morire per un infarto o per altro, anche più banale, perché non c’è più posto in Ospedale e nelle cliniche.

Questo è il motivo principale per cui siete dei cretini.

Di troppe regole si muore, vero, e il problema Covid-19 non lo risolveranno i politici. Che non sono riusciti, in sei mesi (i primi sei di quest’anno, per la cronaca) ad elaborare un piano B.

Semplicemente perché non avevano ancora elaborato il piano A.

Ma andare in piazza a negare che esista un problema, quando ci sono interi comparti produttivi del Paese che per quel problema sono bloccati, mi sa di vera e propria idiozia.

Italiani, scarsi di memoria, che a marzo inorridivano per i camion con le bare e per le sirene delle ambulanza h24 (io abito vicino ad un ospedale, e vi assicuro che la frequenza, da maggio in poi, si è ridotta e anche di molto).

E che oggi vanno a protestare per l’unico modo che esiste per proteggerci da un virus.

Spostarsi il meno possibile e sempre con la mascherina, mantenere la distanza di due metri, lavarsi le mani.

È così difficile?

Se tutti noi faremo queste tre, semplici cose, allora sì metteremo alle strette la politica, che ci dovrà, a quel punto ascoltare.

Non riunendosi in piazza. Non ora. Non in quel modo.

 

 

11 pensieri riguardo “Perché i negazionisti sono dalla parte del torto

  1. Perfetto, parola per parola. Incredibile, ma davvero, che tre semplici regole (ne aggiungerei una quarta, la soglia di attenzione alta) possano far nascere tanta contestazione, Dita incrociate e cerchiamo di non prendercelo, perchè tra l’altro è ancora un illustre sconosciuto

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  2. Io ricordo le due pandemie di asiatica e ricordo anche quanti morti ci sono stati e questa pandemia è molto più pericolosa di quelle due. Perciò io non abbasso la guardia e ci sto molto, molto attenta.
    E la mascherina la metto e anche in modo corretto: ieri ho visto in Senato un tizio che se l’è tolta per parlare al microfono, e va bene, ma che poi se la sia cincischiata fra le mani come se fosse stato un fazzolettino…a che cosa gli è servita? l’ha messa per proteggersi o perché non voleva prendere una multa? Certo che è fastidiosa, ma dire che è dannosa è da cretini, visto che i nostri chirurghi che a volte operano per lunghe ore, non sono mai morti a causa della mascherina e nemmeno coloro che sono costretti a portare mascherine ancora più pesanti a causa di certi lavori e lo fanno tutti i giorni per tante ore di lavoro. Basterebbe riflettere, come dici tu, ma ho l’impressione che chi le spara più grosse sia seguito dalle masse, come se l’umanità avesse perso il cervello e la capacità di ragionare con logica. Del resto, molte norme sono state dettate a casaccio, alcune erano assurde, altre inutili. Troppa gente ha detto di tutto e il contrario di tutto.

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  3. Anche l’articolo sulla negazione è ben strutturato, ma… I negazionisti negano, aggrappandosi ad usa sola cosa a caso, il tutto. “L’olocausto non è mai esistito, perché ad Oświęcim c’era la famoserrima, ormai, piscina. Chiaro che non fosse un club vacanze, purtroppo. C’è morta molta gente. Meno di quelle cifre inventate ad hoc che giravano già da fine 800. Foto modificate. Ma, come detto, L’olocausto è stato deciso e perpetrato. C’è stato. Non ho nulla contro i semiti, lo scrivo così per non beccarmi dell’Anti. Anzi, sono pure pesantemente Antifa. Però prima o poi la verità, quella vera, comprese le porcate, dovranno dircela. Tra il tutto e il niente, la via di mezzo è sempre quella giusta. Anche perché i figli di zoccola americani, “il lavoro rende liberi” ce lo hanno impostato in testa. E non era manco una frase loro. Scusa il commento-disagio.

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