Nno mescka’ squercele e fave!

Vi sono dei modi di dire dialettali che senza dubbio sono intellegibili solo per chi quel dialetto lo parla.

Il titolo di questo pezzo è in dialetto tarantino, e significa, letteralmente, “non confondere le bucce vuote e le fave”.

Questa frase nasce dal fatto che lo “squercele”, cioè la pellicola esterna che ricopre il seme della fava secca, ad uno sguardo distratto ha lo stesso aspetto del frutto vero e proprio sbucciato, cioè la fava.

La frase è quindi un invito a non fidarsi delle apparenze, perché due cose apparentemente simili potrebbero essere completamente differenti.

L’altra sera, leggendo distrattamente Twitter, ho visto che su un noto canale satellitare stavano facendo il paragone tra due protagonisti del campionato nostrano, Cristiano Ronaldo ed Ibrahimovic, dando dei voti (da 1 a 10) alle varie caratteristiche che quei due calciatori hanno, come il colpo di testa, il tiro di destro, di sinistro, e così via (vedi immagine):

A parte il fatto che non c’è, ad esempio, il dribbling, è chiaro che quella “classificazione” fatta dal programma sportivo non è altro che un’azione di marketing per trattenere più pubblico possibile incollato davanti alla tv.

Come ho già avuto modo di dire, paragonare due atleti in uno sport di squadra ha molto meno senso che paragonare due atleti in uno sport individuale, e anche quest’ultimo paragone lascia il tempo che trova.

È (stato) più forte McEnroe o Djokovic? O lo è (stato) più Carl Lewis rispetto a Usain Bolt?

Sono anche questi, se ci pensiamo, paragoni senza senso: ad esempio, nel tennis, come si fa a paragonare un Nastase, che era un mostro, ma che giocava con la racchetta di legno, con gli iper-atleti tecnologici di oggi?

O nello sprint, come si fa a paragonare i due atleti di cui parlavo prima, vista la differenza di materiali usati, preparazione alle gare e tecnologia di misurazione dei tempi?

Chiaramente non possono esistere criteri oggettivi negli sport individuali (tranne la gara in sé: McEnroe ha battuto Borg in 5 finali su 9, ad esempio, quindi è più forte, e non ammetto repliche), figurarsi in quelli di squadra.

Ma visto che queste cose piacciono ai miei giovani lettori, proviamo a vedere se esiste un modo un po’ più oggettivo per paragonare questi campioni.

Prendiamo in considerazione i due di prima e aggiungiamoci Messi, tanto per rendere la cosa più interessante, ed andiamo a vedere le statistiche personali: partite giocate, in squadre di club e nazionali, gol fatti e assist serviti ai compagni, e, sommando questi ultimi due dati, la contribuzione al gol (fonte Transfermarkt):

Sono tre mostri, niente da dire. Mediamente, le loro squadre, sono certe di partire dall’uno a zero.

Già che ci sono, ci aggiungo due tra i calciatori italiani più prolifici, in termini di gol e assist, degli anni scorsi (ne avevo aggiunti altri, ma vi assicuro che il punteggio finale è impietoso): Del Piero e Totti:

Totti, come si vede, ha una media contributiva addirittura maggiore di Del Piero.

Ora andiamo a vedere i trofei vinti, dando loro un “peso”; vincere la Coppa di Portogallo non ha lo stesso peso di un Campionato o ancora meno, di una Coppa del Mondo, quindi ad ogni trofeo ho dato un punteggio: 2 punti per il campionato nazionale, 3 per la Champions, 4 per il Campionato del Mondo, e così via.

Ovviamente i punteggi li ho decisi con il famoso criterio “CANIS MENTULA”, quindi sono incontestabili:

e ora i due italiani:

Sommando la media contributiva a partita ai punteggi legati alla conquista dei trofei, si ottengono i seguenti punteggi totali:

Come si può notare, i tre alieni lassù rendono impietoso il confronto con gli umani quaggiù. Totti paga sicuramente il fatto di aver scelto di essere una bandiera a Roma piuttosto che uno dei tanti a Madrid, tanto per fare il nome di una squadra che lo aveva cercato ai tempi.

Del Piero è l’unico, che per trofei e partecipazione in fatto di gol e assist, si avvicina leggermente ai numeri dei tre prescelti.

Come si nota, Messi e CR7 sono più su di Ibra, e vorrei ben dire: aldilà di tutti i pagelloni alla “Maurizio Mosca” (RIP, nda), Messi e Cristiano Ronaldo hanno caratterizzato e influenzato il calcio degli ultimi 15 anni. Ibrahimovic no.

Volendo fare un esempio, sempre con tutti i distinguo del caso, un Tom Brady (football americano), che a differenza di Joe Montana, suo predecessore generazionale come miglior quarterback della NFL, è riuscito a vincere il Superbowl con una squadra “piccola” (i Tampa Bay Buccaneers), dopo averne vinti sei con i New England Patriots.

O Eraldo Pizzo, pallanotista che dopo 15 titoli con la Pro Recco, andò al Bogliasco e fece vincere alla piccola squadra ligure l’unico scudetto della sua storia.

Atleti capaci di uscire dalla “zona di comfort”, come si dice adesso, e giocarsela, risultando determinanti.

Ibra è fortissimo, e per me nel gotha dei migliori attaccanti c’è e ci sarà sempre (come Ronaldinho, ad esempio), ma per favore, “nota emittente satellitare”, evitate di fare questi paragoni, che non stanno né in terra, né in “cielo”.

O, come si dice dalle mie parti, “nnò mesckàte tracine e gobbione”…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...