Campioni d’Europa!

Dopo i titoli mondiali nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006, e dopo il titolo europeo del 1968, l’Italia fa suo anche l’Europeo “itinerante” del 2021, battendo ai rigori l’Inghilterra, dopo che i tempi regolamentari (e i supplementari) si erano conclusi sul punteggio di 1 a 1.

A partire dal rinvio causa pandemia dello scorso anno l’ambiente calcistico italiano era oltremodo ottimista sul percorso della nazionale, risalita sia dal punto di vista dei risultati, sia dal punto di vista del gioco, dopo il buco nero del 2018, culminato con l’eliminazione dai mondiali.

Mancava la prova del nove, però, cioè il confronto con una squadra di ranking elevato. Durante questi europei è arrivato anche quello, con le partite contro Belgio, Spagna e Inghilterra.

Anche se a prima vista può sembrare che la nostra nazionale abbia faticato più del dovuto, vincendo due sfide ai rigori (quindi abbastanza legate al caso), in realtà l’Italia è la squadra che, nonostante la mancanza di un “bomber”, ha espresso il gioco migliore, sia come “fase difensiva”, sia nelle trame offensive.

Credo che la missione futura del gruppo di lavoro di Mancini, che ha voluto con sé mezza Samp dei suoi tempi (e che ha fatto un egregio lavoro), sia quello di porre rimedio all’endemica mancanza di una punta centrale di alto livello.

Infatti né Immobile, né Belotti, e neanche l’idea del “falso nueve” hanno portato i risultati sperati. Io credo che sia una questione generazionale. Se pensiamo che gli ultimi attaccanti di “peso” della nazionale sono quelli che hanno partecipato ai mondiali del 2006 (tutti calciatori nati negli anni ’70 o al massimo all’inizio degli’ 80), il problema è anche più grosso di quel che sembra.

I nostri club devono puntare di più su attaccanti italiani, perché se è vero che avere i Cristiano Ronaldo, i Lukaku e gli Ibrahimovic ti garantisce risultati di un certo tipo, soprattutto economici e di marketing, avere attaccanti italiani aiuta anche la nazionale ad avere i “blocchi”. E abbiamo visto che a volte far parte dello stesso club e giocare anche insieme in nazionale può aumentare l’intesa tra giocatori.

Mancini i blocchi non li ha potuti usare, per chiari motivi, cioè la massiccia presenza di stranieri nel nostro campionato, e questo si è visto soprattutto quando il livello delle partite si è alzato. Calciatori che non lasciano la propria “comfort zone”, rimanendo in provincia, perché temono di fare panchina nelle grandi squadre, non fanno quel salto di qualità che serve in questi casi.

Se sei forte, giochi anche nel Real Madrid. Basti pensare a Verratti e a Jorginho, che sono titolari inamovibili sia nei propri club, e che clubs, sia in nazionale.

Diceva qualcuno, se ci sono giocatori che vincono sempre e giocatori che non vincono mai, ci sarà un motivo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...