Rim-esta

Caro duca, mi sono messo in testa
di rendere famose le mie gesta
con una cosa strana e poco mesta,
di fare in modo sia quasi una festa,
tenga la mente quantomeno desta
(tanto che non finisca in una cesta)
anzi da risultar alquanto lesta
seppur ti può parer un poco pesta:
andiamo avanti con la lancia in resta
e se partiam in quarta, oppur in sesta,
rendiamo omaggio alla divina Vesta!

Er Natale

Io m’aricordo quanno da pischello
Venivano li giorni der Natale
Mi madre se metteva su er sinale
Co ll’ova, la farina, er stennarello

Faceva li ravioli (oddio che bello!)
Ripieni de la ciccia der maiale
Che co’ mi padre, senza fasse male,
Prendebbimo ar mercato der Tufello.

Presepe, li pastori, asino e bove
Prepara, cori, scarta li regali,
Aspetta zia, che viè chissà d’indove

E pur s’a me, me paron tutti uguali
Niuna festa ddavvero s’assomija
Vivendola d’appresso alla famija!

Il meriggio del dì di festa

Mi chiedi del 2 Luglio: si racconta

Ch’è il dì dell’anno al centro della storia

Almeno fin da quando c’è memoria

Che di trecen-sei-cinque metà conta.

 

Certo, per voi, sto giorno che s’affronta

Non è soltanto un giorno di baldoria

Allor vi lascio scritto un promemoria

Così che resti fissa questa impronta.

 

Vi porti sta promessa sì solenne

Figli per prolungar la discendenza

Un po’ di soldi, sì, da non star senza

Serenità moltiplicata enne

 

Ma soprattutto amici a profusione

Come son io che scrivo sta canzone.

 

*A Max e Chiara

Expo 2015 parte quarta

Facciamo un po’ di conti, piano piano
Quel ch’era tanto, poco è diventato
Se di “Operescion” il sito s’è svuotato
I resti ormai si contan su una mano.

Nessuno era partito molto sano
Ma certo col semestre è un po’ cambiato
E a poco a poco s’è pure trasformato
In modo che nemmeno immaginiamo.

Certi ricordi prendon il sopravvento
Man mano che saluti le persone
Ma s’hai il timor d’andare controvento
O se per caso viene un pò il magone

Io sempre resterò con tutti voi
Possiamo dirlo: “Expo siamo NOI!”

Expo parte terza

Ed ecco alfin vi narro della gente

Che meritossi gloria e pur onore

Tenete tutti quanti bene a mente

Che non ripeterommi per favore.

 

Manuel di Asiago de’ Sette Comuni

E’ della sicurezza direttore

Dalla stanchezza lui ci ha reso immuni

Padre, fratello, amico e consigliere.

 

Roberto, ch’è Sannita, fa i raduni,

Controlla anche il guardian nel suo dovere,

La consuntivazione lo ha pressato

E lui l’ha fatto, certo, per piacere!

 

Paolo del web è certo appassionato

E se lo vedi andar a manca e a destra

Con il suo auricolare collegato

Usa il suo cellular come palestra.

 

Big Raf romano, da terra d’Albione

Saltava di sovente la minestra

Ma lo spuntino suo, meglio, spuntone

Lo divideva sempre coi colleghi.

 

Cristian non è di certo un chiacchierone

Al cargo va, chè il gruppo non si sbreghi

E se per caso, nuotare tu non sai

Con lui stai certo lì che non anneghi.

 

Michael Da Terni, dai modi strani assai

Ch’a fine di domanda ponéa “perché?”

Scevro lui certo dal combinare guai

Sempre servito ma senza far lacchè.

 

Il pio Gerardo, un uomo d’altro stampo

Ch’ assieme a noi è stato un non granché

Sempre disposto a praticar il campo

E far nota di fede e professione.

 

Infin Gianluca, con noi inver un lampo

Sempre lui ha svolto bene la missione

E poi i ragazzi che stavano in ufficio

Ch’a nominarli ci vuol la processione.

 

Ultimo io, che ho fatto il sacrificio

Di lavorar lontano dagli affetti

Ma sono certo che è stato un beneficio

Ed in futuro ne godrò gli effetti.

 

Questi eravamo noi, senza sorpresa

Non certo esenti dall’aver difetti

Li cavalier che fecero l’impresa!